di Gaetano de Santis per acmilaninside.it
Ormai non è più una notizia, ma è diventata una singolare abitudine: Rafa Leao è passato da idolo a capro espiatorio. Un’evoluzione difficile da immaginare anche solo dodici mesi fa, quando, nel caldo di Riyad, entrando dalla panchina spaccò il derby di Supercoppa, consegnando di fatto il trofeo al Milan.
Oggi, con gli applausi che sembrano lontani, una domanda sorge spontanea e merita un approfondimento: Leao è la causa dei problemi o la soluzione del Milan?
Forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Non può essere considerato il salvatore della patria, altrimenti parleremmo di un Pallone d’Oro, ma nemmeno la causa di ogni difficoltà dei rossoneri.
Il bivio su Leao: colpa o soluzione?
Siamo quindi davanti a un bivio: sostenere un calciatore che, nel bene e nel male, ha dimostrato di avere il Milan nel cuore, oppure attribuirgli responsabilità che non gli appartengono, nella speranza che così i problemi possano scomparire?
Questa scelta, inevitabilmente, peserà anche sul futuro dello stesso Leao al Milan. Perché continuare a vederlo bersagliato da fischi e mugugni a ogni partita non è positivo né per lui né per l’ambiente.
A complicare il quadro c’è anche un aspetto tattico spesso sottovalutato: Leao è uno di quei giocatori che vivono di strappi. Se la condizione fisica è limitata dai noti problemi fisici, il suo impatto si riduce inevitabilmente. Non è un caso, è una conseguenza.
Inoltre, esiste un tema di aspettative. Quando un calciatore dimostra di poter essere devastante, il pubblico si abitua all’eccezionalità e finisce per considerarla normalità. Da lì, il passo verso la delusione è breve: ogni prestazione “normale” diventa insufficiente.
Infine, c’è una responsabilità collettiva che troppo spesso viene ignorata. Il Milan non è Leao-dipendente, ma allo stesso tempo non può permettersi di svalutare uno dei pochi giocatori in grado di creare superiorità. Isolarlo e non supportarlo non è una soluzione: è un rischio.
Perché il talento non scompare: va protetto, soprattutto quando tutto intorno vacilla.

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